By Fr. Paolo Dall'Oglio

To our dear friends on the occasion of Easter 2012

 

Translation from Arabic

Easter comes after a year of untold suffering, unpredictable and unimaginable for most of us. Unfortunately, what we wrote on the same occasion a year ago still applies to the current situation of our unhappy country. At that time, we had expressed our solidarity with the victims of the conflict and our participation in the expectation of those who were hoping for a deep reform of Syria without falling into the logic of violence, and fearing the explosion of civil war and loss of national unity. Misfortune has reached us and we fear the worst.

Ai nostri cari amici in occasione delle feste pasquali 2012

Traduzione dall’arabo

La festa di Pasqua ritorna dopo un anno di indescrivibili sofferenze, per la maggioranza di noi imprevedibili e inimmaginabili. Purtroppo, ciò che abbiamo scritto nella stessa occasione un anno fa’ si applica ancora alla situazione attuale del nostro triste paese. Avevamo espresso allora la solidarietà con le vittime del conflitto e la nostra partecipazione alle aspettative di coloro che speravano in una profonda riforma della Siria senza cadere nella logica della violenza, e temevamo l’esplosione d’una guerra civile e la perdita dell’unità nazionale. Il malore è accaduto e temiamo il peggio.

A Syrian Call

 

The 18th of July 2011

Very dear friends,

In this letter we ask, by increasing importance, for money, commitment and prayer.

Let’s describe the whole situation, first.

Appello siriano

18 Luglio 2011

Carissimi amici,

In quest’appello chiediamo, in crescendo d’importanza, denaro, impegno e preghiera.

The Prayer of an Islamic-Christian Heart

المسيح عيسى ابن مريم اغفر لي أنا الخاطىء وارحمنا

“Christ, Isa Son of Mary, forgive me, the sinner, and have mercy on us”

The Prayer of the Heart, also known as the Prayer of the Name of Jesus, can be traced back to the early Christian communities. According to St. Paul, we should “pray without ceasing” (Thessalonians 5: 17).

Il sinodo per il Medio Oriente: Considerazioni dal deserto

I commenti che qui presento si basano sulle riflessioni fornite dalla Comunità Monastica di Deir Mar Musa el-Habashi in Siria ai Lineamenta preparati per la Speciale Assemblea del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente, che io ancora considero molto importante, anche dopo la pubblicazione dell’ Instrumentum Laboris, che presento qui, insieme al testo che ho scritto sulla base delle mie impressioni su quest’ultimo, dopo le nostre discussioni a Londra.

The Synod for the Middle East: Considerations from the Desert

My comments presented here are based upon the reflections given by the Monastic Community of Deir Mar Musa el-Habashi in Syria to the Lineamentaprepared for Special Assembly of the Synod of Bishops for the Middle East, which I consider still to be important, even after publication of theInstrumentum Laboris, I present them here, together with the text I wrote on the basis of my impressions of the latter, after our discussions in London. I would wish to stress here that the Lineamenta and the Instrumentum Laboris are both full of interesting insights. However, our role here is not simply to reiterate them, but rather to state what we think is either missing or insufficiently emphasised. Our approach is always intended to be constructive, even when critiquing the documents.

Da Roma alla Moschea di Damasco: portata e prospettive della visita di Giovanni Paolo II (2001)

 

È stato il mezzo televiso quello che ha permesso di valorizzare appieno la decisione di Giovanni Paolo II di togliersi le scarpe per visitare la Grande Moschea degli Omayyadi a Damasco. Traversata faticosamente la navata, le cui volte sono ancora sostenute dalle colonne dell’antica Cattedrale di Giovanni Battista, il Papa si è finalmente potuto raccogliere in silenzio, in preghiera, presso il memoriale in cui si conservano le reliquie del Precursore.

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