Kirkuk, 20 dicembre 2011
Cari amici,
Grazie ancora per l'accoglienza che ho ricevuto lo scorso autunno dagli amici svizzeri e italiani delle associazioni di amicizia legate alla nostra Comunità monastica. Mi ha fatto bene sentire la vostra vicinanza. Grazie anche per le tante espressioni di solidarietà che ci avete dato in questi tempi turbolenti in Medio Oriente. Le statistiche sulla frequentazione del nostro sito e i nostri "inbox" dicono che ci seguite attentamente, grazie! Il Medio Oriente, e specialmente la Siria, hanno davvero bisogno di tanta preghiera e tanta solidarietà. Assistiamo a un continuo crescere della violenza, mentre non dobbiamo né possiamo far altro che appellarci, con tutta la nostra energia, alla non-violenza e alla riconciliazione.
(traduzione dall’arabo)
Carissimi, pace, carità, solidarietà e riconciliazione dal Redentore.
C’è parso opportuno di scrivervi a proposito del servizio della riconciliazione che consideriamo come un nostro dovere sacro e come parte essenziale del nostro carisma. Riteniamo di non avere il diritto, nel trattare l’attuale penosa situazione, di adottare dei progetti non evangelici e di distanziarci, per qualunque motivo, dalle scelte morali del nostro Messia, dalle posizioni della sua Madre purissima e dalle tradizioni degli apostoli e dei discepoli nella Chiesa primitiva.
Carissimi,
Quando questa madre sofferente e abbandonata giunge in lacrime (accettiamo la versione coranica) alla Mecca, l'acqua è finita e il figlio agonizza. Allora Iddio dona l’acqua del pozzo di Zemzem come al popolo di Mosè nel deserto. E certamente, come al popolo nel deserto, non fece mancar loro il pane celeste …
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per la riconciliazione
tra i figli della Siria nostra madre comune,
a Deir Mar Musa el-Habasci, Nebek, Siria.
Monaci e monache del monastero, amici e numerosi visitatori, tessere del magnifico mosaico umano della Siria, ci siamo impegnati nel digiuno e la preghiera, e ci siamo riuniti in chiesa quotidianamente per la lettura del santo Evangelo e la salmodia del nobile Corano, nonché per la meditazione su testi scelti a proposito dell’impegno non violento per la riforma attraverso il perdono e il dialogo fraterno, quello capace di ascolto e dell’accettazione incondizionata della differenza. Un gran numero di amici di tanti paesi, a titolo personale o comunitario, si sono impegnati con noi spiritualmente a partecipare in questa settimana; e abbiamo sperimentato la profondità della comunione e dell’unità di fronte a Dio.
Il Papa ha detto all’Angelus di Domenica 7 agosto a proposito della situazione in Siria: " Cari fratelli e sorelle,seguo con viva preoccupazione i drammatici e crescenti episodi di violenza in Siria, che hanno provocato numerose vittime e gravi sofferenze. Invito i fedeli cattolici a pregare, affinché lo sforzo per la riconciliazione prevalga sulla divisione e sul rancore. Inoltre, rinnovo alle Autorità ed alla popolazione siriana un pressante appello, perché si ristabilisca quanto prima la pacifica convivenza e si risponda adeguatamente alle legittime aspirazioni dei cittadini, nel rispetto della loro dignità e a beneficio della stabilità regionale"
La Comunità di Deir Mar Musa al Habasci, nella montagna di Nebek, intende trascorrere otto giorni di digiuno, preghiera e sakina, per supplicare Dio l’Eccelso, Padre di Misericordia, per ottenere la riconciliazione tra i cittadini sulla base di una comune scelta per la non-violenza come unico metodo in grado di garantire una riforma duratura, senza scivolare nella guerra civile e il circolo vizioso della vendetta.
Ai cari figli e figlie, Monaci e Monache della Comunità Monastica di Deir Mar Musa,
Pace e carità nel Signore!
Sulla base della lettera della Congregazione per le Chiese Orientali a Noi indirizzata (prot. 120/84) del 25 Novembre 2006, a proposito del “Tipico del Monastero di San Mosè l’Abissino (Deir Mar Musa el-Habasci, Nebek, Siria) ”,
Paolo Dall’Oglio
Tre letture dei lineamenta
per il Sinodo dei Vescovi sulla
Nuova Evangelizzazione (NE) per la trasmissione della fede
Che i Sinodi dei Vescovi siano preparati da una larga consultazione ecclesiale, che potrebbe coinvolgere i cristiani a tutti i livelli e in tutti i loro ruoli, è di per sé estremamente significativo e promettente. E’ con questo spirito di partecipazione e di comunione che ho letto e riletto i lineamenta e in queste pagine comunico le mie riflessioni, che spero risultino costruttive anche quando non sono riuscito a dominare una certa passione polemica; non l’ho censurata perché vorrei che dicesse quanto mi stanno a cuore queste problematiche dalle quali dipende il futuro della Chiesa e del suo servizio del Regno.
Volevo scrivere questo piccolo testo per la domenica delle palme, però in questo periodo qui in Siria non è mica facile concentrarsi. Siamo in un periodo di speranze e, certo, anche di paure. Dove ci porta la storia? Sono sicuro che siamo all'inizio di un gran movimento d’emancipazione del mondo arabo, islamico e quello che abbiamo nominato con arroganza il “terzo mondo”. Siamo anche in un momento di cambiamento importante nell’esercizio della responsabilità internazionale. Questo richiede una revisione critica e una correzione delle nostre convinzioni e di decisioni politiche.
Cari Amici,
Nella luce della Resurrezione, nell’annuncio di pace del Signore, nel suo soffio di riconciliazione, nel suo corpo d’Agnello sgozzato in eterno, nella ferita fertile del suo cuore, baciando le sue mani e i suoi piedi torturati, ci rivolgiamo a voi per assicurarvi che stiamo, per grazia di Dio, saldi nella fede, consolati dalla speranza e appassionati dall’amore in questo periodo tragico e profondamente rigenerante per la nostra Patria araba, in questo mondo musulmano che costituisce tutta la nostra preoccupazione in nome della Chiesa.